Strage ferroviaria in Puglia. Per la Procura di Trani “parlare di errore umano è riduttivo”

Strage ferroviaria in Puglia. Per la Procura di Trani “parlare di errore umano è riduttivo”

Secondo i parenti la causa dell’incidente potrebbe essere stata causata proprio dal cambio del treno. “La comunicazione tra i capistazione per il via libera si sarebbe basata sul primo treno e sull’orario di partenza di questo, che però non è più partito. E non sul secondo convoglio che invece è partito in ritardo rispetto al primo”

nella foto il  procuratore Francesco Giannella

nella foto il procuratore Francesco Giannella

Il procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella, facendo un punto sulle indagini dopo lo scontro dei due treni in Puglia che ha provocato 23 vittime ha detto che “Parlare di un errore umano è corretto. Ma è assolutamente riduttivo“.

Il Procuratore non ha inteso confermare il numero degli iscritti nel registro degli indagati, ma nello stesso tempo ha chiarito che gli investigatori hanno ormai accertato chiaramente la dinamica del tragico incidente “La dinamica in linea di massima è stata ricostruita ma dobbiamo avere certezze“. Nei fatti, il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, avrebbe dovuto autorizzare la partenza del treno fermo in stazione soltanto nel momento in cui avrebbe visto arrivare gli altri due treni che provenivano da Corato, uno dei quali viaggiava con un leggero ritardo.

CdG Questura di Bari

Il punto fondamentale dell’indagine sul quale si stanno concentrando gli investigatori è definire con assoluta chiarezza , è accertare se il capostazione sapeva che i treni in arrivo erano due, e comunque, appurare le ragioni per cui ha dato il via libera al treno pur non avendo visto arrivare alcun convoglio ferroviario proveniente da Corato. Secondo alcune fonti giudiziarie, anche se  non ci sono ancora le conferme ufficiali sarebbero soltanto due i nomi iscritti nel registro degli indagati che tra oggi e domani dovrebbero ricevere le informazioni di garanzia in occasione delle autopsie, cioè quello dei capistazione Vito Piccarreta (Andria) ed Alessio Porcelli (Corato) , i quali nei prossimi giorni verranno entrambi ascoltati dalla Squadra Mobile della Questura di Bari diretta da Luigi Rinella. Al momento i due sarebbero gli unici indagati .

La versione delle famiglie

Antonia e Daniela Castellano, rispettivamente moglie e figlia di Enrico Castellano, una delle 23 vittime dell’incidente, riportando le testimonianze di alcuni dei sopravvissuti sostengono che i passeggeri sarebbero stati fatti scendere dal primo treno in sosta sul binario 1, per salire su un secondo treno fermo sul binario 2 e che sarebbe quindi partito in ritardo proprio per consentire questo passaggio di convoglio partito da Andria che poi si è scontrato con quello proveniente da Corato .

CdG incidente feroviario

La testimonianza della famiglia Castellano infatti viene confermata anche da altri parenti delle vittime, che hanno parlato con i sopravvissuti ma che attualmente non vogliono avere un ulteriore esposizione e chiedono l’anonimato. Uno passeggero avrebbe però telefonato ad una delle sopravvissute dall’incidente ferroviario  la quale gli ha confermato di essere scesa e salita su un altro treno. Anche questa donna attualmente vuole rimanere anonima.

Secondo i parenti la causa dell’incidente potrebbe essere stata causata proprio dal cambio del treno. “La comunicazione tra i capistazione per il via libera si sarebbe basata sul primo treno e sull’orario di partenza di questo, che però non è più partito. E non sul secondo convoglio che invece è partito in ritardo rispetto al primo”

Allo stato attuale delle indagini però alla Procura di Trani e agli investigatori della Polizia questo cambio di treno non risulta anche se gli investigatori non lasceranno cadere nel vuoto tali testimonianze ed effettueranno comunque ogni dovuto accertamento.

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